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Tavola rotonda di filosofia

TAVOLA ROTONDA DI FILOSOFIA

postato da Stefano [18/02/2014 01:22]
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Presso la sala conferenze della libreria Culture - Reggio Calabria, Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, ha organizzato la tavola rotonda di Filosofia "Diogene di Sinope (il cinico) se ne andava con la lanterna a cercare l'uomo. Oggi chi cerca l'uomo? Lo si ritrova?". Hanno partecipato: Giuseppe D'Agostino (Giornalista, studioso di Filosofia), Rosaria Catanoso (Studiosa di Filosofia), Franco Iaria (Critico letterario), Emilia Serranò (Docente di Filosofia). Ha moderato Gianfranco Cordì (Docente di Filosofia). Diogene di Sinope (400 - 325 a. C. circa) - vissuto ad Atene, diventa ben presto l'esempio del sapiente cinico. Nessuno dei suoi scritti ci è pervenuto, ma intorno alla sua figura proliferarono numerosi racconti ed aneddoti dai quali è possibile argomentare i tratti dominanti del suo insegnamento. 

 

  Loreley Rosita Borruto - Emilia Serranò - Gianfranco Cordì - Giuseppe D'Agostino - Rosaria Catanoso - Franco Iaria


             Libreria Culture - 17 Febbraio 2014


           Reggio Calabria 17 Febbraio 2014


   ARTICOLO

Diogene cerca l’uomo e a noi chiede: “Dove volete andare?”

La ricerca dell’uomo all’interno della nostra società, ovvero l’uomo inteso come individuo, come entità a se stante, in grado di affondare le proprie radici nella natura e nell’essenzialità delle cose. Potrebbe sembrare questo un paradosso scontato, se si pensa all’Antica Grecia di Diogene, che è stata la culla della civiltà occidentale, fiorente di uomini di libero pensiero, ma al giorno d’oggi, nella nostra epoca, dominata dalla tecnologia e dalle macchine, questo concetto può essere ancor applicabile?
Si è tenuta nei giorni scorsi, alla libreria Cultura, in concomitanza con il CIS, l’illustre tavola rotonda di filosofia, avente come punto cardine del dibattito la tematica del filosofo Diogene di Sinope, che cerca l’uomo con la sua famosa lanterna. Presentati dalla presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria Loreley Rosita Borruto, sono intervenuti al convegno il dott. Giuseppe D’Agostino, la prof.ssa Emilia Serranò, il dott. Franco Iaria, la dott.ssa Rosaria Catanoso, il tutto coordinato infine dal dott. Gianfranco Cordì, il quale ha cordialmente risposto alla domanda: “A Diogene vengono spesso attribuiti comportamenti simili a quelli di un cane, secondo lei potrebbe essere una soluzione vivere seguendo i propri istinti? sostenendo:” Si, vivere seguendo gli istinti positivi potrebbe essere una soluzione, prendendo spunto ad esempio dagli americani che vivono “On the road”, coltivando così la fantasia del viaggio, e capire la differenza tra viaggiatore e turista.”
“Diogene era un cinico ma non cercava soldi” ha asserito lo stesso Cordì” Il termine cinico vuol dire anarchico indipendente, così come lo stesso Diogene, il quale cercava l’uomo con la lanterna sulla base dell’esperienza, ed al giorno d’oggi, in una società schiava della tecnologia e di Internet viene spontaneo domandarsi se questa lanterna è ancora accesa, e se nel mondo moderno l’uomo ha ancora un ruolo oppure si ritrova ormai totalmente sostituito dalle macchine”.

Gianfranco Cordì

La parola è stata passata a D’Agostino, il quale è intervenuto dicendo: ” E’ possibile portare ancora la lanterna? Oggi assistiamo a teorici possedimenti di parti della verità, che vengono spacciate come verità assolute, inamovibili, manca in pratica in questo tipo di luogo contemporaneo che noi viviamo l’aspetto della critica e quello del confronto. Oggigiorno,  non si riesce a superare più la divergenza, e si trasforma tutto quello che noi abbiamo come avverso come un nemico che va distrutto, sia sul piano ontologico, psichico e spirituale, segno evidente di come non siamo riusciti a comprendere ed assorbire il secolo che ci ha preceduto, il secolo Novecento, il secolo delle Guerre Mondiali. Oggi l’uomo è una figura fagocitata dai social network, che distorcono finanche il linguaggio lessicale, trasformandolo in un coacervo di insulti e di falsità. Ci troviamo inoltre in un periodo in cui l’uomo sembra diventare quasi l’estensione di una macchina.” E’ intervenuta poi la Catanoso:” La figura di Diogene serve a pensare a cosa servono oggi le facoltà umanistiche; Diogene ha avuto il coraggio di scontrarsi con Alessandro Magno, a differenza della nostra epoca, in cui nessuno avrebbe il coraggio di sfidare un imperatore. Un personaggio come Diogene serve a farci pensare a tre domande; come camminiamo? Dove camminiamo? Dove vogliamo andare?. La filosofia considerata un peso inutile che spesso tutti quanti maltrattano ha come unica vocazione quella di aiutare l’uomo a pensare.” Ha proseguito  Iaria, dicendo:”Kant, nella sua dottrina, ha esplicitato le tre domande fondamentali:

Giuseppe D’Agostino

  Che cosa possiamo sapere? Come possiamo agire? Cosa possiamo sperare? tutta la filosofia ruota attorno a queste tre domande.
A questi tre quesiti io ne aggiungo uno: Che cos’è l’uomo? Con quest’ultimo quesito noi abbiamo l’antropologia. Possiamo dire, a questo proposito, che Diogene è stato il primo antropologo, il primo filosofo della vita; in lui, a differenza degli altri grandi filosofi, manca la sistematicità, non c’è un quadro organico di schemi elementari, mentre c’è soltanto la vita comune; e dalla vita stessa emerge un filo, consolidato poi nel corso dei secoli, che esprime una precisa posizione. Il rifiuto degli onori, delle ricchezze e delle leggi della polis. L’uomo in questo modo può affondare le sue radici nella natura, nell’essenzialità delle cose semplici. Altro problema è quello della fondazione dell’etica. Noi dobbiamo ancora uscire dalla grande crisi del Novecento. Nel Ventunesimo secolo,stiamo registrando una compresenza conflittuale di morali diverse. La domanda da porsi è se è possibile individuare un nucleo essenziale, minimale sulla quale noi tutti possiamo trovare un punto comune, rimanendo aperti però verso altri stili di vita o modi di pensare o di strutturarsi culturalmente che esiste in varie altre parti del mondo. La lanterna di Diogene oggi rappresenta la ragione, la lanterna è funzione di illuminazione” 
La parola è stata passata poi alla Serranò: “Diogene propone una rinuncia a quelli che sono i valori del periodo precedente, proponendosi come persona al fine di fare ritorno alla natura, la quale non è stata contaminata da alcuna situazione sociale, politica ed economica, quindi, la definizione di cinico attribuita a Diogene, solo in seguito ha avuto un significato dispregiativo,  dove per cinico si intende una persona spregiudicata, che rasenta il nichilismo dei valori morali;

Franco Iaria

Diogene andava controcorrente, vivendo in una botte, rinunciando a quelli che erano i bisogni materiali, andando contro il potere imperante; Diogene è una figura anticonvenzionale, rappresentante di quella forma di autarchia che significa essere autosufficienti, tuttavia i valori di cui egli discute sono molto attuali, perché anche oggi abbiamo la ricchezza, la ricerca del potere, l’aspirazione a raggiungere mete sempre più alte. L’uomo è principio di vita, ma, come dice Kant, deve essere riportato col valore del fine, perché egli è degno di rispetto e non può essere considerato come un mezzo per i fini degli altri. Successivamente è intervenuto dal pubblico il prof. Zangari, esprimendo una sua considerazione: “Io penso che Diogene non cercasse l’uomo, lui che era un individuo libero, ed usciva di notte con la lanterna, quindi era come se cercasse l’uomo nell’ombra. Io penso che la domanda da porsi è quale uomo? Perché esistono varie categorie di uomo, Nietzche addirittura, ipotizzava una figura superiore, il Superuomo, quindi il concetto fondamentale è proprio questo: quale uomo bisogna cercare?.
Dopo alcune domande e considerazioni poste dal pubblico, il convegno si è chiuso con i cordiali ringraziamenti ai presenti da parte del presidente Borruto, chiudendo così il convegno, nell’attesa di un altro grande appuntamento con la cultura di Reggio Calabria, organizzato come sempre dalla grande associazione culturale CIS. Come dicevano i latini, ad maiora.

Pubblicato il 18/2/2014 alle 0.24 nella rubrica Cultura.

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