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S A F F O - Undicesimo incontro del percorso Quattro passi nel mondo antico

Negliaccoglienti locali della libreria “Culture” e nell’ambito del percorso “Quattropassi … nel mondo antico”, promosso dal Centro Internazionale Scrittori dellaCalabria si è svolto l’undicesimo incontro, dedicato a Saffo. Dopo i salutiformulati dalla presidente Loreley Rosita Borruto che ha presentato leulteriori iniziative e una breve introduzione di Maria Quattrone, ideatrice delpercorso, ha relazionato sulla poetessa di Lesbo la prof.ssa Maria TeresaGiacco, già docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “T. Campanella”di Reggio Calabria. Ella ha in primis tracciato un breve profilo biografico diSaffo che - a quanto si può evincere dalle fonti e dai componimenti trasmessifino a noi - nasce a Ereso, opera a Mitilene nell’isola di Lesbo, vive sulfinire del VII secolo ed è contemporanea di Alceo, nei cui confronti, forse,nutrì sentimenti d’amore. Sappiamo anche che ebbe un marito, una figlia Cleide,un fratello Carasso, che per effetto di una travolgente passione d’amore peruna donna dilapidò un ingente patrimonio. A Mitilene Saffo presiede un tiaso,frequentato da fanciulle definite col termine etairai (amiche/allieve) equest’ambivalenza del termine ci aiuta a comprendere la natura e la funzionedel tiaso, centro religioso sacro ad Afrodite, scuola, omologo dell’eterìamaschile. Nel tiaso, ove erano ammessi, anzi forse considerati propedeutici almatrimonio gli amori omosessuali, le fanciulle sempre, comunque, appartenential ceto ricco e aristocratico dell’isola, erano educate al matrimonio eapprendevano la grazia, la raffinatezza nell’abbigliamento e nei comportamenti.Poiché il tiaso era dedicato ad Afrodite e in esso si apprendevano anche isacri riti di invocazione alla dea, tutto si svolgeva in un’aura sacrale edestremamente raffinata, una sorta di “calocagathìa” al femminile, del tuttocorrispondente all’ideale dell’areté maschile, cioè della virtù e dellasapienza. Afrodite permea tutto il tiaso, guida gli impulsi degli uomini,risponde alle invocazioni della poetessa e le è vicina e alleata nelle pened’amore (frammento 1, meglio conosciuto come Inno a Venere). La prof.ssaGiacco, inoltre,  ha letto metricamentein greco alcuni tra i più noti frammenti di Saffo, il fr. 132 dedicato allafiglia e i frammenti nn. 154, 168 e 34 rivolti alla luna e al cielo notturno,il fr. 16 dedicato ad Anattoria, una fanciulla del tiaso etc., soffermandosi inparticolare sul frammento 31 e sul carme 51 di Catullo che ne rappresental’originale traduzione. Acuta attenzione la relatrice ha dedicato agliepitalami, canti che accompagnavano il rito nuziale delle fanciulle, ritograzie al quale esse uscivano dal tiaso e si univano in matrimonio e ad altricomponimenti nei quali con immagini incisive è descritto l’incalzare deglianni, l’appressarsi della vecchiaia e la perdita della giovinezza. Tutta larelazione è stata accompagnata e integrata dalla lettura espressiva deicomponimenti, effettuata brillantemente in lingua italiana dalla prof.ssaFrancesca Foti nonché da proiezioni video dedicati all’iconografia di Saffonelle arti figurative dalla ceramica a figure rosse fino ai contemporanei. Traquesti ultimi largo spazio è stato dedicato a Klimt nell’interessante videocurato dal dott. Antonino Foti. Un folto e attento  pubblico ha partecipato vivacemente al dibattito, in cui sono stati affrontativari temi, dal mito alla fortuna di Saffo, alle rivisitazioni e agli echi chesi rintracciano nella poesia moderna e contemporanea, da Gaspara Stampa, aLeopardi e Prévert fino alle numerose traduzioni dell’opera di Saffo, in cui lasensibilità e l’interpretazione del traduttore si affianca ( e talora sisovrappone) alla sensibilità e alla visione dell’autrice.

 

Pubblicato il 28/4/2013 alle 22.45 nella rubrica Cultura.

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