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"Ironia e armonia in Orazio" - Relatore prof. Francesco Cernuto

Lunedì 25 marzo 2013, presso la Biblioteca comunale villetta “P. De Nava” di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo “Quattro passi … nel mondo antico …” ha promosso il decimo incontro dal titolo “Ironia e armonia in Orazio”. Il ciclo di conferenze, ideato dalla prof.ssa Maria Quattrone, si prefigge di fare conoscere il mondo antico, latino e greco in particolare, attraverso alcuni autori che rappresentano – se così si può dire – “Voci significative dello stesso”. Dopo i saluti di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria e l’introduzione di Maria Quattrone, già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria, ha relazionato il prof. Francesco Cernuto, già Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico di Bagnara, critico letterario. Intermezzo musicale di Silvia Barresi, allieva del Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria. La lettura di alcuni brani in lingua latina sono sati letti dal relatore prof. Cernuto, la traduzione in lingua italiana è stata e letta dal prof. Luigi Maria Caminiti. Tra il numeroso pubblico hanno preso parte al dibattito: il prof. Carmelo Chiovaro, il prof. Paolo Arecchi e la prof.ssa Annaida Cammarata.




  Silvia Barresi - Maria Quattrone - Francesco Cernuto - Loreley Rosita Borruto - Luigi Maria Caminiti




                                        Biblioteca comunale "P. De Nava" di Reggio Calabria


ARTICOLO

Nella prestigiosacornice della villetta “P. De Nava”, promosso dal CIS della Calabria, si èsvolto il decimo incontro del percorso “Quattro passi nel mondo antico”progettato dalla prof.ssa Maria Quattrone, già Dirigente del Liceo Classico “T.Campanella” di Reggio Calabria., sul tema “Ironia e e armonia in Orazio”.Relatore il prof. Franco Cernuto , critico letterario, già Dirigente del LiceoScientifico di Bagnara C., accompagnato alla tastiera da Silvia Barresi,giovanissima allieva del Conservatorio Cilea e dal prof. Luigi Maria Caminitiche ha fornito una brillante interpretazione delle più note liriche di Orazio.Dopo i saluti della presidente del Cis della Calabria, Loreley Rosita Borruto,e una breve introduzione di Maria Quattrone sul significato e le finalità delpercorso, il prof. Cernuto ha tracciato un vivace ritratto biografico diOrazio, figlio di un liberto che non esitò ad assicurare al giovane i migliorimaestri perché lo iniziassero agli studi letterari e filosofici. Orazio fu adAtene, partecipò alla battaglia di Filippi e tornato a Roma, frequentò icircoli della capitale dove si erano affermati il giovane Augusto e Mecenate,per così dire il ministro della cultura dell’epoca. Orazio fu molto amico dientrambi ma pur vicino ai potenti mantenne sempre inalterata la suapersonalità, la sua dignità di scrittore acuto e autonomo. Celebre per lalevità del tratto e la medietas dello stile, sempre sospeso tra l’ironia el’armonia, Orazio che pur si definiva”Epicuri de grege parcus” non fu soloseguace delle dottrine di Epicuro, ma piuttosto potrebbe definirsi scrittoreeclettico, nella cui visione della vita trova spazio un singolare sincretismofilosofico che oscilla dall’epicureismo allo stoicismo unitamente ad unaconoscenza acuta e ravvicinata della classicità e dei poeti greci eolici. PerOrazio – sostiene il prof. Cernuto – l’amore non è passione dominante edesclusiva, ragione di vita e di morte come per Catullo, è più una lucidacuriositas verso l’universo femminile e nella sua poesia si stagliano appenaaccennate figure di donne dai nomi greci Leuconoe, Fillide etc., espressioniletterarie più che creature storicamente definite. L’amore come la gloria, ilvino, la compagnia degli amici rappresentano le gioie della vita, quelle gioiedi cui bisogna saper godere con moderazione, senza eccessi e senza eccessiviturbamenti nella consapevolezza  che iltempo scorre implacabile e che gli attimi della gioia sono anch’essi fuggevolie caduchi. Da ciò il carpe diem, il saper godere delle piccole / grandi gioiequotidiane, che la sorte e la vita ci apprestano, unitamente a pochi amici chesappiano condividere i piacevoli eventi. A questo tema e alle innumerevolivariazioni collaterali sono dedicate parecchie odi oraziane (la vecchiaia cheavanza, la vita che … (Vides ut alta stet nive Soracte.., Eheu! fugaces,Postume, labuntur anni…, Vile potabimus…Sabinum..) tutte brillantementeillustrate dal prof. Cernuto che grazie a una suggestiva ed espressiva letturametrica ha saputo fare apprezzare all’uditorio, attento e partecipe, labellezza e varietà dei toni presenti nei carmi oraziani. Il relatore si è,altresì, acutamente soffermato sul carattere parenetico presente in parecchiecomposizioni oraziane, dal momento che per Orazio la poesia è frutto d’impegno,d’ingegno e di riflessione sapiente, elementi tutti che  si accompagnano ad un accuratissimo laborlimae. Per Orazio occorre insegnare agli altri i principi morali, le regole sucui si fonda la vita dell’uomo e su cui s’incardinano le fondamentadell’impero. Da ciò il  tocco sempreequilibrato e misurato, quella medietas e la levità di tratto che nei secolihanno fatto apprezzare la poesia oraziana. Molto apprezzata anche laperformance della giovanissima Silvia Barresi, pianista allieva delConservatorio che nel corso di vari intermezzi musicali si è cimentata in Bach(Musetta in re Maggiore) e Kulhan (Sonatina opera 35 n. 1 allegro).

 Parecchi gli interventi del pubblico sia sulletematiche accennate dal relatore, come l’attacco di Svetonio per nullaindulgente sui costumi di Orazio sia sulla necessità che ritorni in auge anchein Italia, come lo è all’estero, in Europa e in America, lo studio della lingualatina quale premessa per la successiva comprensione degli autori e dellaciviltà classica.

 



Pubblicato il 29/3/2013 alle 15.39 nella rubrica Cultura.

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