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Il “Centro Internazionale Scrittori della Calabria”, deriva dalla sezione Calabrese dell’Unione Nazionale Scrittori. L’obiettivo dell’Associazione è di promuovere e divulgare, ad ogni livello sociale e culturale, l’interesse per la letteratura, l’arte e la creatività nelle loro variegate espressioni, con particolare attenzione sia alla Calabria, come area territoriale, in un’ampia prospettiva che pone la cultura come elemento fondante, nel processo di internazionalizzazione e di integrazione europea, sia alla difesa dell’identità culturale italiana nel sistema di globalizzazione del sapere e dell’economia. Il “Centro Internazionale Scrittori della Calabria” è associato alla “Universitas Montaliana di Poesia di Maria Luisa Spaziani” e al “Gruppo Cultura Italia” a cui appartengono molti grandi della cultura italiana.


 

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20 aprile 2013

Cinema e ... poesia - Pablo Neruda e la metafora nel film "Il postino"

Nel salone della chiesa di San Giorgio al Corso diReggio Calabria, in occasione della “Giornata internazionale del libro” che sicelebra il 23 aprile, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria hapromosso l’incontro Cinema e poesia – Pablo Neruda e la metafora nel film “Ilpostino” (1992) di Michael Radford. Nel suo intervento Loreley RositaBorruto, presidente del Cis della Calabria, ha sostenuto che il tema dellapoesia è molto pertinente a Troisi, infatti, tutta la sua cinematografia èpervasa da momenti poetici e trabocca pensieri e sentimenti intrisi dellapoesia più pura e profonda. Ilrelatore, prof. Nicola Petrolino, esperto e critico di cinema, nel suointervento ha affrontato il complesso rapporto tra cinema e poesia attraversouna attenta analisi del film del regista Radford. Innanzi tutto va rilevato -sostiene il prof. Petrolino – che il il film trae ispirazione dal libro diAntonio Skarmeta “Il postino di Neruda” che si inserisce nel filone dellaletteratura latinoamericana.  Il film,ambientato nel 1952, tratta il periodo dell'esilio di Neruda in una piccolaisola dell’Italia, abitata da comuni pescatori. Ciò che colpisceimmediatamente nel film è l'inaspettata fusione di due mondi apparentementediversi se non opposti: il mondo popolare, con la sua vita semplice, basatasulla praticità e, dall'altra parte, l'universo della poesia. Alla fine delfilm risulta molto difficile distinguere chi, tra il postino Mario e Neruda,sia il vero poeta. Qual è la vera poesia? Quella semplice, derivante dasensazioni dirette non filtrate dal proprio bagaglio culturale o quellaun po' più artificiosa e maggiormente intellettuale? Al di là di questedomande, ogni singolo fotogramma del film ha qualcosa di poetico, nella suasingolarità: l'affannarsi dei pescatori al tramonto, la locanda dell'isola, laspiaggia, la villa di Neruda da cui si espandono nell’aria tristi ricordi ecanzoni di una patria amata e del suo sofferto distacco. Anche le letture delleopere del poeta, accostate alla voce arrancante del giovane postino-poeta,acquistano una dimensione nuova e seducente da riascoltare e ricordare.

 

 

 

 

 


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permalink | inviato da ciscalabria il 20/4/2013 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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